AGRICOLTURA SOSTENIBILE IN BURKINA FASO

AGRICOLTURA SOSTENIBILE IN BURKINA FASO

Il progetto, finanziato dalla Regione Veneto con la legge n. 55/99, ha unito l’intervento tecnico-agronomico in Africa alla formazione e scambio culturale di gruppi di studenti delle scuole partner che hanno partecipato attivamente alle fasi di progettazione e realizzazione in loco degli interventi e hanno avuto la possibilità di conoscere la realtà dei villaggi africani attraverso stage in Burkina Faso che sono stati effettuati ogni anno prima della stagione delle piogge.

In sintesi il progetto è intervenuto nella valle del Sourou con le seguenti azioni:

  1. passaggio dall’apicoltura tradizionale a quella moderna non intensiva;
  2. difesa delle coltivazioni orticole dagli ippopotami e dalle mandrie di zebù attraverso l’impianto di 7 Km di siepi di Jatropha Curcas lungo la sponda orientale del fiume;
  3. sostegno alla pesca e avvio di un allevamento pilota di tilapia nilotica per la produzione a basso costo di proteina ad alto valore biologico;
  4. autoproduzione di sementi selezionate di ortaggi in modo da svincolare i contadini dalla dipendenza dalle multinazionali;
  5. produzione di energia rinnovabile per le pompe irrigue per limitare l’uso di gasolio;
  6. diversificazione colturale delle coltivazioni attualmente praticate per superare eventuali problemi di commercializzazione;
  7. rafforzamento organizzativo della cooperativa partner africana SOGCAM

Gli interventi, studiati e realizzati tenendo conto delle particolari condizioni ambientali e socio-economiche della zona, avevano come obiettivo l’autosufficienza alimentare e l’avvio della produzione di reddito dei groupements (gruppi) di contadini beneficiari.

La sostenibilità ambientale ed economica del progetto è stata assicurata dalla coltivazione della pianta di Jatropha Curcas utilizzata non solo per la difesa delle coltivazioni dagli ippopotami e dagli zebù ma anche per la produzione di energia rinnovabile.

Dai semi di questa pianta, che può essere coltivata su suoli poveri e senza irrigazione e concimazioni, si può ottenere dell’olio direttamente impiegabile nei motori diesel delle pompe irrigue che permettono la coltivazione di piccole superfici di ortaggi pari a 800 metri quadri per produttore.